Lungo il corso
XXV Aprile, al numero 12 fra le altre costruzioni, il bel
palazzo Arezzo Bertini realizzato a cavallo fra il XVIII
ed il XIX secolo è ancora oggi abitazione, è in
buono stato di conservazione.
Costruito da don Nicolò Arezzo di Donnafugata, alla
fine del secolo scorso fu acquistato da Gaetano Bertini.
I modesti rimaneggiamenti non hanno interessato la struttura
dell'immobile. Il fabbricato, che rientra nel progetto urbanistico
di allargamento degli assi viari principali, si presenta
con perimetro rettangolare, semplice nell'impostazione e
a due livelli. Sul prospetto principale, limitato da paraste
laterali con motivi floreali, due colonne scanalate poggianti
su alti zoccoli, sorreggono una balconata e delimitano il
portale d'ingresso. Altre aperture più semplici presentano
una cornice scolpita neoclassica mentre quella centrale è adorna
con frontone circolare poggiante su volute della stessa cornice.
Le ringhiere in ghisa richiamano lo stile neoclassico. Un
cornicione aggettante su dentelli conclude la facciata.
La muratura perimetrale è a sacco e risulta intonacata
tradizionalmente a calce e pietra macinata con un bel colore
rosato.
Il portone si apre su un atrio pavimentato in calcare tenero
e pece con tre porte, di cui due conducono alle rampe di
scale e l'altra al giardino interno. Ammodernate, in parte,
le vecchie volte a botte di canne e gesso con solai recenti
ed i pavimenti, che originariamente erano tutti in calcare
e pece, in parte sono stati sostituiti da quelli in marmo;
le volte che si sono conservate sono decorate. Pregevole
il Salone da ballo integro anche negli arredi con mobili,
tappeti e tendaggi dello scorso secolo.